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Notizie

Corso di lingua inglese - Livello B2

L'IIRAF organizza un corso finalizzato al conseguimento della Certificazione Internazionale di Livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue del Consiglio d'Europa.

Con il “Regolamento  sulla formazione iniziale dei docenti” della scuola d’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, ai sensi dell’articolo 2, comma 416 della legge del 24 dicembre 2007 n. 244 e a seguito della comunicazione del Ministro Gelmini del 10/09/2010, l’acquisizione delle competenze linguistiche di Lingua Inglese di livello B2 costituisce requisito essenziale per conseguire l’abilitazione.

Modulo Iscrizione: doc - pdf

Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Corso per Alimentaristi

La Regione Campania con decreto Dirigenziale n. 46 del 23 febbraio 2005 ha abolito il libretto sanitario previsto dalla L. 283/62, sostituendolo con un corso di formazione obbligatorio dal 01 gennaio 2007.

Destinatari, obbligati alla frequenza del corso, sono:

  • Responsabili di industrie alimentari, durata del corso ore12;
  • Addetti di primo livello (rischio 1), durata del corso 4 ore. Rientrano in tale rischio baristi, forna,i addetti produzione pizze e similari, ecc.
  • Addetti di secondo livello (rischio 2), durata del corso ore 8. Rientrano in tale rischio: cuochi, pasticceri, gelatai, addetti gastronomia (produzione e vendita), addetti produzione pasta fresca ecc.

Inoltre, è fatto obbligo per le categorie di alimentaristi di seguito individuate, di aggiornarsi con cadenza triennale.

L’I.I.R.A.F. (Istituto Internazionale per la Ricerca e l’Alta Formazione), propone corsi HACCP on-line per Addetti di secondo livello, con esame finale e rilascio di attestato valido agli effetti di legge.

Costo del corso euro 60,00 (iva compresa).

Modulo Iscrizione

 

Preparazione test medicina

L'IIRAF in convenzione con SOPHIS organizza: corso preparazione ai test di ammissione facoltà universitarie area medico-sanitarie.

Per ulteriori informazioni 392/0775628

 

Mediazione

Nasce un nuovo fronte Morello (Apm): opportunità per cittadini e professionisti Avvocati a favore della mediaconciliazione obbligatoria. Sono riuniti in Apm, Avvocati per la mediazione, che a oggi conta più di 1.600 iscritti e rappresenta, appunto, i legali che si discostano dall'avvocatura istituzionale. Che invece sta combattendo ormai da tempo una battaglia contro il ministro della giustizia, Angelino Alfano, per rivedere il decreto legislativo che dal 20 marzo prossimo introdurrà lo strumento della mediaconciliazione in via obbligatoria. Le motivazioni le ha spiegate a ItaliaOggi la presidente di Apm, Lorenza Morello.

  • Domanda. Parliamo dell'associazione. Perché è nata e quali esigenze rappresenta?

Risposta. L'associazione Apm rappresenta gli avvocati che credono nella mediazione. È ora infatti di smettere di credere che quello dell'Oua sia un fronte comune e unico. Esistono forti frange di avvocati favorevoli allo strumento della mediazione e i più si sono ormai raccolti e riuniti in Apm. Vantiamo ormai più di 1.600 iscritti ed è giunto il momento di fare fronte comune. Il 20 marzo entrerà in vigore la normativa e la società civile troverà nella conciliazione una risposta concreta ai propri problemi.

  • D. Qual è il profilo professionale dei vostri iscritti?

R. Sono avvocati ma non solo. Anche cittadini che credono nella mediazione perché sostengono questa idea dal punto di vista giuridico. Per il cittadino giustizia vuol dire avere più porte a disposizione.

  • D. Sì, ma l'avvocatura contesta, tra le altre cose, l'obbligatorietà dello strumento. Voi che cosa ne pensate?

R. Bisogna partire dal presupposto che la conciliazione giudiziale e quella stragiudiziale sono due cose diverse. L'obbligatorietà può essere un limite laddove lo strumento venga messo in mano a un avvocato che ne snaturasse la ratio, che è tipicamente stragiudiziale.

  • D. Quindi che cosa pensano i vostri iscritti delle proteste dell'avvocatura istituzionale?

R. Gli avvocati sono consapevoli del fatto che il sistema giustizia non sta funzionando. Questo è provato dal numero di contenziosi e dalle cancellerie che strabordano. La conciliazione ha il suo appeal proprio perché serve una svolta per non pensare più che la lite sia l'unico modo per risolvere il tutto. La confusa ricostruzione operata dall'Oua non mette chiarezza e attenzione sui presupposti effettivi per l'esercizio delle funzioni di mediatore e dunque sull'accesso alla gestione di un procedimento di mediazione.

  • D. Quali, a suo parere, i limiti dell'impianto normativo?

R. L'unica eccezione che si può muovere è che sarà necessario valutare bene gli accessi alla professione di conciliatore e alla formazione della figura stessa. Il controllo del ministero della giustizia dovrà essere improntato sulla qualità. Anche nel momento in cui gli enti formatori eserciteranno la propria attività il ministero dovrà cancellare quelli che non rispetteranno determinati canoni qualitativi.

 
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